nov 26 2009
Mazzano – No compatto al progetto Portamb
Giornale di Brescia | 26 novembre 2009
Nell’incontro di lunedì ribadita la contrarietà alla delocalizzazione dell’impianto di trattamento rifiuti.
Dal 5 giugno, data di deposito da parte della società Portamb srl del progetto denominato «Delocalizzazione impianto esistente di trattamento rifiuti e contestuale rilascio di Autorizzazione integrata ambientale», non è mutata la risolutezza di Amministrazione e cittadini di procedere a ranghi compatti nella loro contrarietà allo stabilimento. Un no secco rimarcato durante l’incontro di lunedì sera a Ciliverghe dagli oltre 200 cittadini presenti e dai componenti della Commissione speciale Portamb, in particolare dai relatori Maurizio Franzoni, sindaco di Mazzano, Rinaldo Ventura (capogruppo del gruppo consiliare di minoranza «Vivere Mazzano»), dal presidente del Consiglio comunale Ivan Fogliata e dal dott. Leonardo Bellini, coestensore del Pgt del Comune.
II primo a prendere la parola è stato Ventura, che ha illustrato i dettagli tecnici di un piano, ha esordito, «non relativo a una discarica, che agisce in un arco di tempo limitato, ma a un impianto di trattamento che arreca un disagio venti volte superiore». Secondo Ventura, intervenuto come gli altri in nome della Commissione, «è improprio parlare di “delocalizzazione”, in quanto il nuovo impianto avrebbe dimensioni ben maggiori del precedente e tratterebbe molti più materiali, sia pericolosi che non, esclusi quelli radioattivi».
La struttura dovrebbe sorgere in frazione Ciliverghe, precisamente in località Cascina San Valentino, «non distante dall’abitato di Ciliverghe». L’impianto si estenderebbe per 80.000 metri quadri, l’equivalente di 16 campi da calcio, dei quali 21.600 coperti e interrati per 9 metri, in modo che l’innalzamento visibile sia pari a 13 metri, per una mole annua totale di rifiuti stoccati e trattati di 350.000 tonnellate, trasportate da almeno 150 camion al giorno. Polveri sottili e pm10 nell’aria aumenterebbero del 5-7%.
Leonardo Bellini ha poi elencato una decina di impianti insediati o in via di localizzazione nelle aree immediatamente adiacenti Mazzano. Il primo cittadino Maurizio Franzoni, infine, ha esposto le iniziative intraprese per manifestare a Provincia e Regione, organismi deputati al rilascio delle eventuali autorizzazioni, il dissenso della comunità: «Abbiamo istituito un’apposita Commissione paritetica per garantire linee imparziali e trasversali, abbiamo presentato osservazioni e invitato tutti i portatori di interesse a fare lo stesso, abbiamo richiesto, pur senza avere riscontri formali, una proroga dei termini per la presentazione delle osservazioni prima e di poter rimettere mano alla Valutazione ambientale strategica poi.
«Abbiamo coinvolto i Comuni di Calcinato e Castenedolo, cui si unirà Rezzato, e avviato incontri in Provincia e Regione con gli assessori competenti. Non abbiamo lasciato, né lasceremo, nulla di intentato: l’obiettivo a di sollevare ogni criticità del caso affinché Provincia e Regione possano esprimersi valutando tutti i punti di vista».




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