ott 26 2009

Primarie Partito Democratico a Mazzano

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Ecco i risultati delle primarie del PD di ieri, 25 ottobre, svoltesi a Mazzano.

Segreteria Nazionale
Votanti 339
Bersani 201 59%
Franceschini 94 28%
Marino 42 12%
Nulle 2
Segreteria Regionale
Votanti 339
Martina (Bersani) 196 58%
Angiolini(Franceschini) 93 27%
Fiano (Marino) 43 13%
Bianche 5
Nulle 2

ott 15 2009

Commissione PORTAMB – lettera di Rinaldo Ventura

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Egr. Sig. Sindaco Comune di Mazzano – Avv. Maurizio Franzoni

Mi permetto con la presente di sollecitarLa affinché venga inoltrata con urgenza una richiesta di audizione con la Commissione PORTAMB sia al Presidente della VI Commissione Ambiente della Regione Lombardia che all’Assessorato tutela ambiente della provincia di Brescia.
Obiettivo degli incontri dovrà essere quello di informare i referenti politici della Regione e della Provincia sulle nostre posizioni in merito al progetto, prima che vengano attuati percorsi tecnici che potrebbero costituire ostacoli a quanto auspicato.
Resto a disposizione per ogni ulteriore chiarimento necessario e colgo l’occasione per porgerLe i miei più distinti saluti.
Il Capogruppo di Vivere Mazzano
dr. Rinaldo VENTURA

Documento

ott 13 2009

Mazzano – Un question time tra le polemiche

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Giornale di Brescia | 13 ottobre 2009

Un “question time foriero di… questio­ni. La realizzazione, annunciata dopo l’insediamento dell’Amrninistrazione Franzoni («Vogliamo avvicina­re la popolazione alle istituzioni – aveva detto il sinda­co -, nel question time i mazzanesi potranno espri­mersi e presentare le loro esigenze»), di un momento extra-verbalizzazione dedicato alle istanze dei cittadi­ni al termine di ogni seduta del Consiglio comunale, ha incontrato la resistenza delle minoranze.

…………

A parere di Rinaldo Ventura (Vivere Mazzano),”si tratta di un appuntamento a riunione conclusa che lascia ai cittadini due ore annue di parola, senza pos­sibilita’ di dibattito. Siamo dinanzi a un progetto della maggioranza, certo legittima, ma alla quale non ri­teniamo di prendere parte.” Il “question time” è sta­to dunque inserito con il voto favorevole della sola maggioranza.

Leggi Giornale di Brescia

ott 07 2009

Strategie dei manager «Delocalizzare? Sì, a Brescia»

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La sua scrivania è sempre ordinata. Cosa rara per i manager del made in Italy, esclusi l’avvocato Giovanni
Agnelli ed Enrico Cuccia. Così, quando il secondo lunedì di gennaio arriva il clean desk day la
giornata che i
dirigenti americani hanno dedicato alle scrivanie pulite Ettore
Batisti non ha nulla di riordinare. L’amministratore
delegato della Pama di Rovereto (Trento) ha imparato il mestiere in Germania dove «tutti sono molto precisi,
meno agitati e trascorrono in azienda anche meno tempo di noi».
Sarà forse per questa “quadratura” mentale che Batisti fronteggia la crisi con successo in un settore dove gli
ordini sono crollati del 50 per cento. E che, quando si è presentata l’occasione di ampliare lo stabilimento
trentino, ha deciso di farne uno nuovo di zecca nel distretto di Brescia: «Un manager deve saper decidere ,
questo lo caratterizza. A volte sapendo anche di andare controcorrente». E i risultati visto
appunto come la sua
azienda sta superando la più grave recessione degli ultimi sessant’anni – sembrano dargli ragione. A fine anno
la Pama fatturerà 160 milioni di euro, con una crescita del 30% sul 2008. Questo il profilo di Batisti, un manager
di lungo corso, con una significativa esperienza all’estero e una formazione italiana: un mix che gli consente di
piazzare sui mercati stranieri ben otto macchine su dieci.
Quando si chiede a Batisti di raccontare il segreto del suo successo, risponde subito: «Sono tre: lavoro, lavoro,
lavoro».
Ma conta anche l’esperienza. Dopo aver lavorato a lungo in Germania, Batisti ritorna in Italia. Qui si presenta
un’occasione da cogliere al volo. Grazie all’ottima conoscenza della lingua tedesca e all’esperienza maturata sui
mercati europei delle macchine utensili, il manager viene selezionato da un cacciatore di teste per guidare come
amministratore delegato la Gildemeister italiana a Brembate di Sopra (Bergamo). In poco tempo le performance
raggiunte dal manager italiano sono così buone che riesce a portare la società a Piazza Affari, all’inizio degli anni
90: «Siamo stati la seconda azienda a fare con successo questa operazione. Prima di noi c’era riuscita solo la
Comau della Fiat, l’apripista della robotica quotata, con i titoli entrati in contrattazione a Piazza Affari il 23 giugno
del 1986».
L’azienda bergamasca rimarrà alla Borsa italiana per parecchi anni, con un discreto andamento del titolo,
facendo anche un po’ di shopping (ad esempio un nome storico come la Graziano di Tortona, in provincia di
Alessandria). «Così buono racconta
con un pizzico di rimpianto Batisti – che alla fine del 2001 i tedeschi
decisero di fare il delisting con un vero e proprio hostile takeover che dava alla società un valore equivalente al
suo giro d’affari annuo. Un record per l’epoca e per il settore delle macchine utensili. Mi ricordo ancora l’ultimo
giorno di quotazione: era il 19 luglio 2002». In quel periodo, i rappresentanti dell’industria robotica italiana quotati
in Borsa erano arrivati a sfiorare la mezza dozzina: oltre a Gildemeister italiana c’erano infatti Comau, Idra
presse, Prima Industrie e Fidia.
Così, rimasto disoccupato, Batisti pensa di prendersi qualche soddisfazione. L’occasione si presenta con la
Pama di Rovereto: «Un’azienda racconta
il manager – con un bel marchio che, negli ultimi tempi, aveva perso
un po’ della sua spinta propulsiva». Arrivato nel Trentino, Batisti si guarda intorno e mette a punto un ambizioso
piano industriale che però, inizialmente, fatica a decollare: «Grazie alle mie precedenti esperienze, sia all’estero
sia nella Bergamasca, mi sono reso conto che non esisteva un’economia di sistema, come direbbero i
cattedratici. Nel senso che a Rovereto non è sufficientemente diffuso il Dna del settore. In altre parole non c’è
cultura industriale meccanica».
Siccome però le innovazioni portate sul versante commerciale cominciano a dare i loro frutti, Batisti convince il
consiglio di amministrazione della Pama (che all’epoca fatturava appena una ventina di milioni di euro, oltre la
metà indirizzata sui mercati esteri) a fare un passo che poteva sembrare azzardato, anche solo per ragioni
logistiche e che è invece risultato vincente: «Abbiamo deciso – racconta oggi con un certo orgoglio Batisti – di
cominciare a lavorare nel Bresciano perché era l’unica condizione per riuscire a vincere la scommessa della
crescita in modo da attrezzarci ad affrontare la crisi. Alla Pama di Rovereto non esistevano fornitori adatti, non
c’era la mentalità giusta, mancavano risorse umane adeguate e preparate per fare prodotti sofisticati come quelli
07/10/2009 Strategie dei manager «Delocalizzare? …
ilsole24ore.com/…/strategie-manager-… 1/2
che avevamo in mente».
A piccoli passi inizia quindi la migrazione nell’area del sistema bresciano che Batisti definisce la «regina della
meccanica industriale italiana». I risultati non si fanno attendere: il capannone iniziale (tremila metri quadrati)
presenta ottime performance. Batisti non ci pensa nemmeno ad alzare il piede dall’acceleratore e così arriva
anche il secondo impianto, ma questa volta con una superficie raddoppiata rispetto al primo: da un centinaio di
addetti oggi la Pama è arrivata ad averne 360.
«È forse superfluo – chiosa Batisti – ma vale la pena sottolineare che, visto il livello qualitativo dei nostri
macchinari, abbiamo investito parecchio nella formazione professionale, oltre che in ricerca seguendo lo
sperimentato sistema giapponese del kaizen, cioè del miglioramento continuo. Inoltre nel Bresciano abbiamo
trovato ottimi fornitori, un elemento chiave per superare la crisi. Oltre alla qualità dei numerosi componenti che
acquistiamo in loco, riusciamo anche a sviluppare insieme ai nostri partner nuovi prototipi, contenendo così le
spese di sviluppo».
Niente male per una società che ha saputo conquistarsi un ottimo posizionamento a livello internazionale
esportando in tutto il mondo macchine utensili e robot con prezzi che oscillano tra uno e tre milioni di euro in un
settore dove i macchinari di questo tipo spesso risultano molto più onerosi.
Ma tra le ragioni del successo indicate da Battisti ci sono altri elementi: «Siamo presenti con le nostre macchine
in Usa, in Cina, in Russia, in Germania e sugli altri principali mercati industriali avanzati. Noi oggi serviamo un
tipo di clientela particolare, specializzata nelle lavorazioni aeronautiche, navalmeccaniche, nelle energie
innovativo e nei mezzi per il movimento terra. Si tratta di società molto esigenti, ma soprattutto di aziende che
necessitano di assistenza continua: visto che i nostri robot sono talmente sofisticati che risultano sostenuti da
un velo di olio a pressione, richiedono manutenzioni programmate così da rispettare tolleranze severe. Siamo in
grado di fornire macchinari cosa
particolarmente apprezzata dai nostri committenti che
svolgono
contemporaneamente due lavorazioni tra loro diverse. Infatti, oltre a fresare le superfici piane, siamo riusciti a
piazzare sulla medesima piattaforma anche un’alesatrice in grado di effettuare buchi in verticale».
C’è un ultimo segreto che Batisti racconta volentieri e vale come principio per l’intera categoria: «Come manager
mi hanno insegnato ad ascoltare. Tutti lo dicono, ma pochi lo fanno veramente. Io non ho carte sulla mia
scrivania. Meno rapporti vedo e meglio sto. Però non mi stanco mai di guardare il mercato, anche i piccoli
movimenti, elemento che ci ha permesso di giocare d’anticipo sulla crisi. Vado sovente a trovare i miei
concorrenti che, magari a loro insaputa, ogni volta mi insegnano qualche cosa di nuovo. Passo molto tempo alle
rassegne commerciali e in questi giorni alla Emo di Milano, dove espongo un macchinario fiammante, sono
venuti a trovarmi numerosi acquirenti. Spesso, però, vado io nelle loro fabbriche. È così che mi rendo veramente
conto di quello che serve ai miei clienti. Anche perché, appena ritorno in fabbrica, ricomincio ad ascoltare
manager e operai specializzati. Solo così riesco a decidere».

La sua scrivania è sempre ordinata. Cosa rara per i manager del made in Italy, esclusi l’avvocato Giovanni Agnelli ed Enrico Cuccia. Così, quando il secondo lunedì di gennaio arriva il clean desk day – la giornata che i dirigenti americani hanno dedicato alle scrivanie pulite – Ettore Batisti non ha nulla di riordinare. L’amministratore delegato della…

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ott 05 2009

Grecia: Decisivi i giovani della “generazione 700 euro”

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La Stampa | 5 ottobre 2009

In Grecia tornano i socialisti

Papandreu vince col 44% dei voti: «Voglio ridare il sorriso alla gente»
Decisivi i giovani della “generazione 700 euro”.

George Papandreu, il leader socialista con la bandiera verde, ha battuto il primo ministro in carica Costas Karamanlis con quasi dieci punti di distacco (43,7 a 34,5 per cento) e ha ottenuto una maggioranza forte e solida, tra 158 e 160 seggi (su 300) a spoglio quasi ultimato, che gli consentirà di governare stabilmente per i prossimi quattro anni.

«Voglio ridare il sorriso alla Grecia. È necessario cambiare il ritmo del Paese per superare la crisi economica, c’è bisogno dell’unità di tutto il popolo greco», ha detto il vincitore appena arrivato nella sede del Pasok, tra applausi, grida di gioia e strette di mano. Karamanlis, il cui sguardo pendeva malinconico dalle centinaia di cartelloni con il suo volto di cui sono ricoperti i muri della città, s’è subito dimesso dal governo e dal partito e ha chiesto un congresso straordinario, dopo essersi congratulato con l’avversario.

Il risultato delle elezioni, subito definito «storico»….

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ott 02 2009

Due partiti contrapposti

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Corriere della Sera | 2 ottobre 2009

ECCESSI NEGLI ATTACCHI, ERRORI NELLA DIFESA

Esistono problemi na­zionali e internazio­nali da cui dipende la vita degli italiani e dei loro figli. Le elezioni te­desche, il referendum irlande­se, il mercato dell’energia, la difesa dell’ambiente, la co­struzione della Tav, il rappor­to fra le banche e le imprese, la crisi del latte e la politica agricola comune, le esporta­zioni e l’occupazione, il pas­saggio dal G8 al G20, la guer­ra in Afghanistan, la politica economica e monetaria del governo cinese sono questio­ni, cito alla rinfusa, che ci con­cernono.

Occorre che l’Italia sappia come affrontarle e che la sua linea venga adottata dopo un confronto di idee e proposte tra il governo e l’opposizione. Ma questo confronto non c’è……

Continua”Due partiti contrapposti”